Fino a poco tempo fa, per costruire un'app dovevi saper programmare oppure pagare qualcuno che lo facesse. Oggi puoi descrivere a parole cosa vuoi e un assistente di intelligenza artificiale scrive il codice per te. Questo modo di lavorare ha un nome: vibe coding.
L'espressione è stata lanciata all'inizio del 2025 da Andrej Karpathy, ricercatore tra i fondatori di OpenAI ed ex responsabile dell'AI di Tesla, in un post in cui descriveva un modo di programmare in cui ti lasci guidare dalle «vibrazioni», chiedi, accetti e quasi dimentichi che il codice esiste. Lui stesso lo presentava come un approccio adatto a progetti per il weekend. Ed è proprio lì che secondo me dà il meglio: piccole app personali, prototipi, strumenti per sé.
Lo uso anche io, con una differenza: ci metto un metodo. Ecco i sette passi che consiglio a chi vuole provare.
1. Scrivi cosa fa l'app e per chi, in cinque righe
Prima di aprire qualsiasi strumento, prendi un foglio. Scrivi chi userà l'app, quale problema risolve e cosa deve poter fare. Esempio: «Una lista della spesa per la mia famiglia. Ognuno può aggiungere prodotti dal telefono. Quando compro qualcosa lo spunto. Le cose spuntate spariscono il giorno dopo». Se non riesci a scriverlo in cinque righe, l'idea è ancora troppo confusa per l'AI, e anche per te.
2. Decidi cosa NON fa
Questo passo è sottovalutato. Nella prima versione la nostra lista della spesa non ha login, non ha categorie, non ha prezzi, non manda notifiche. Ogni funzione in più moltiplica le cose che possono rompersi. Le aggiungerai dopo, una alla volta, se ti serviranno davvero.
3. Parti dal pezzo più piccolo che funziona
Il primo prompt non deve chiedere l'app intera. Chiedi la versione più semplice possibile: «Crea una pagina web con un campo di testo e un pulsante; quando premo il pulsante il testo si aggiunge a una lista sotto». Quando funziona, hai una base su cui costruire. Se chiedi tutto insieme, ottieni un blocco di codice enorme che non sai valutare.
4. Un cambiamento alla volta, con richieste precise
Ogni prompt dovrebbe chiedere una sola modifica, descritta bene. Confronta queste due richieste:
- «Migliora la lista»: l'AI deciderà da sola cosa significa «migliorare», magari cambiando cose che andavano bene.
- «Aggiungi accanto a ogni prodotto una casella da spuntare; quando è spuntata, il testo diventa barrato e grigio. Non modificare il resto»: chiaro, verificabile, limitato.
Quella frase finale, «non modificare il resto», è più utile di quanto sembri.
5. Prova come farebbe un utente
Dopo ogni modifica, usa l'app davvero. Aggiungi un prodotto, spuntalo, ricarica la pagina, prova dal telefono. Prova anche le cose «sbagliate»: un campo vuoto, un testo lunghissimo, due tocchi veloci sullo stesso pulsante. Se qualcosa non va, descrivi all'AI cosa hai fatto, cosa ti aspettavi e cosa è successo invece. Se compare un messaggio di errore, copialo per intero: vale più di qualsiasi descrizione.
6. Salva le versioni che funzionano
Prima o poi una modifica romperà qualcosa che andava bene. Se hai salvato la versione precedente, torni indietro in un minuto. Chi programma usa strumenti di controllo delle versioni come Git; molti ambienti di sviluppo con AI hanno anche una funzione per ripristinare i passaggi precedenti. All'inizio va bene anche una copia della cartella con la data nel nome. L'importante è non lavorare mai senza rete di sicurezza.
7. Fatti spiegare il codice
Non devi diventare un programmatore, ma devi capire a grandi linee cosa hai in mano. Chiedi all'AI: «Spiegami in parole semplici cosa fa ogni parte di questo codice» oppure «Dove vengono salvati i dati della lista?». Ogni spiegazione ti rende più bravo a scrivere il prompt successivo e a notare quando qualcosa non torna.
Quando fermarsi e chiamare qualcuno
Il vibe coding è fantastico per strumenti personali e prototipi. Le cose cambiano quando l'app gestisce pagamenti, dati sensibili, account di persone che non conosci o qualcosa da cui dipende il tuo lavoro. Lì un errore non è solo una pagina che non funziona: può costare soldi o esporre dati altrui. In questi casi fatti affiancare da qualcuno che sappia leggere il codice, anche solo per una revisione finale.
Ho raccolto i controlli da fare prima di pubblicare in vibe coding sicuro: la checklist prima di mettere online un'app. Leggila prima di condividere il link con il mondo.